L'esperto contrabbassista campano LUIGI RUBERTI, che avevamo promosso nel programma "Animajazz" con il suo precedente CD "Mosaico", è riuscito ancora a sorprenderci piacevolmente con questo suo nuovo ed interessante lavoro discografico intitolato "SUD A LEVANTE", pubblicato, come nel caso del precedente CD, dalla "SPLASC(H) Records". Un progetto totalmente originale, che dalle prime note si rivela subito gradevole, dal solido impianto compositivo, amorevolmente in sintonia con la più bella e godibile tradizione Bop, ma sapientemente "profumato" da un romantico "sospiro" mediterraneo. Le strutture musicali "fioriscono" con grande equilibrio formale,
offrendo un "caldo" senso appagante, rasserenante. E' piacevolmente "rassicurante" la netta sensazione di ricevere, con l'ascolto di questo CD, il solido dono della maturità creativa di un'artista che riesce ormai a coniugare, con estrema naturalezza, l'ampiezza interiore con la solida preparazione tecnica. L'ascolto è vario e differenziato, potendo contare su composizioni che sanno sempre rinnovare il proprio percorso espressivo, offrendo molti "colori", pur all'interno di una "tavolozza coerente e mai dissonante". Credo sia innegabile che il successo artistico di "Sud A Levante" sia anche ascrivibile alla ricchezza di importanti personalità jazzistiche ( Flavio Boltro alla tromba ed al flicorno, Pericle Odierna, sax soprano e tenore, Giuseppe Di Colandrea, sax contralto e clarinetto basso, Mimmo Napolitano, pianoforte, Lello Di Faenza, batteria ce vibrafono) coinvolte da Luigi Ruberti in quest'avventura, capaci non solo di condividere un solidale "viaggio" collettivo, ma anche di offrire preziose performances solistiche degne di sereni confronti con il miglior Jazz internazionale. "Sud A Levante", quindi, segna, a mio avviso, un momento importante della maturità artistica di Luigi Ruberti, costituendo un felice punto di riferimento jazzistico per equilibri formali e sensibilità poetica, che contribuiscono a confermare quanto il buon Jazz italiano non abbia nulla da invidiare al miglior Jazz internazionale.
Bruno Pollacci - "Animajazz"