Che bello poter prendere coscienza che tra la nuova generazione di musicisti Jazz italiani ve ne sono non pochi di grande talento che contribuiscono decisamente a rinforzare ed aumentare il prestigio del nostro Jazz, sicuramente in continua ascesa qualitativa. E' il caso del pianista PAOLO TOMBOLESI con il suo progetto discografico "Unawares", pubblicato dalla "Philology", che ho ascoltato con quella curiosità che un appassionato (da oltre 35 anni) di Jazz come me sa vivere naturalmente e magicamente ad ogni nuovo ascolto. Con attenzione e "cuore" mi sono lasciato "condurre per mano" dalla musica di Tombolesi, ed ho assaporato i profumi ed i colori dei suoi "paesaggi dell'anima". Mi sono sorpreso "rapito" dal suo pianismo, felicemente vitale ma equilibrato tra la delicatezza dei momenti più pacati e una divertente quanto godibile "irrequietezza" improvvisativa, che permette di non staccare mai l'ascolto attento dal suo lavoro.Il suo pianismo ha le doti fondamentali: tecnica e sensibilità, entrambi ad alti livelli.L'una, a mio avviso, non può mai essere disgiunta dall'altra. Il virtuosismo fine a se stesso "entra ed esce" dalla mente e dal cuore con la stessa velocità con la quale ci entra, e la ricchezza interiore, la poesia, se non è supportata da una performance tecnica professionale rimane una sorta di "aborto" artistico. Nel progetto di Tombolesi ci sono, poi, le idee, un'originalità di fondo che pone il pianista, tra l'altro ottimo ed originale compositore, sicuramente in evidenza nell'odierno panorama jazzistico italiano, costituendo un felice esempio di grande preparazione tecnica capace di supportare una potenzialità creativa ed intellettuale di grande spessore.Tombolesi si presenta in trio, con Gianluca Renzi al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria, formazione che riesce a vivere la "complicità" per l'obiettivo comune ed al contempo esprimere spunti personali godibili e preziosi.Conosco il lavoro di Gianluca Renzi, tra i più interessanti contrabbassisti italiani, e che conferma, in questo progetto, quanto, a mio avviso, potrebbe e dovrebbe essere tenuto ancora in maggiore considerazione per il suo tocco intelligente e sensibile, capace di punte espressive di notevole creatività incisiva, e capace ,comunque,di porsi anche come sottolineatore discreto e compagno d'ensemble presente e sempre concentrato. Comunque ottimo anche il lavoro di Alessandro Marzi, felicemente equilibrato nel suo drumming,che trova in questa dimensione una sua collocazione ideale."Unawares" si pone tra quelle preziose ed interessanti testimonianze di Jazz "europeo", che manifesta un jazz più ampio, non certo privo del contributo culturale di quell'enorme, infinito "background" musicale del nostro grande vecchio Continente, rappresentato dalla musica classica e dalla musica popolare. Il Jazz di Tombolesi è elegante, raffinato, ma anche vibrante e ricco d'inventiva; il Jazz per eccellenza, imprevedibile, fantasioso, ma anche evocativo, toccante, profondo. Non ho mai ravvisato, nell'ascolto del suo CD, un momento di superficialità, ma al contrario ho vissuto l'energia positiva della continua concentrazione partecipata dalle emozioni, in un fluire oscillante e festoso di atmosfere musicali di alto tenore comunicativo. Un primo lavoro da leader che si presenta con le migliori credenziali.
Bruno Pollacci - "AnimaJazz" - Pisa