Sarebbe davvero riduttivo affermare che ALBERTO MANDARINI è un ottimo trombettista, perchè il grande talento tecnico è solo uno dei tanti valori preziosi di questo artista, che grazie alle sue "escursioni creative" ci permette di partecipare ad un "viaggio" tra la materia e lo spirito, quasi come estrema sintesi della nostra stessa natura di uomini. Il CD "PASSIO", che Alberto Mandarini ha da poco pubblicato mi ha impressionato per lo spessore e la varietà di valori che riesce ad esprimere, lasciandomi dentro il gusto dell'attesa, per un nuovo, ulteriore ascolto. I critici o i curatori di programmi radiofonici specifici di Jazz come me, ricevono quotidianamente decine di progetti discografici da etichette ed artisti, sia dall'Italia che dall'estero, e non è raro, proprio a causa di un sovrabbondante ascolto, di sorprendersi "assenti o distratti" dopo 4 / 5 tracce del CD, se questo non ci sollecita l'attenzione in modo significativo con proprietà compositive ed espressive di un certa originalità e di un certo rilievo artistico. "PASSIO" è capace di incantarci con atmosfere eleganti, sul filo di una certa raffinata e pacata "astrazione spirituale", "obbligandoci" ad un ascolto "sottile", attento ad ogni "sospiro" e ad ogni "battito", affidando le peculiarità comunicative ed emozionali alla densità interiore della tromba di Mandarini ed ai percorsi vibranti del contrabbasso di Giovanni Mayer o alle "gocce squillanti" del pianoforte di Umberto Petrin. Ma se il timore c'era, (...e confesso...c'era...) era proprio quello di ritrovare, traccia dopo traccia, le stesse, pur belle ed eleganti, ripetute caratteristiche iniziali, a "marchio", ritenuto dai più, di "coerenza stilistica", ma che in me, perdonatemi se potete, avrebbero causato, molto probabilmente, assuefazione e noia. Invece Mandarini è riuscito in pieno, con la sua curiosità, la sua personalità complessa e la sua fervida fantasia, a sorprendermi, dilagando con vivacità sanguigna in un contemporaneo "bop" ricco di tutti quegli attibuti che fanno ricca e unica la musica Jazz europea, grande dello spessore del suo "background" e spudoratamente incontenibile nella sua creatività mediterranea. Ecco che anche l'esperienza di U.T. Gandhi ha lo spazio giusto per un rocambolesco guizzo gioioso di fantasia ritmica, trascinando ogni sonorità in una sorta di "danza del fuoco". Ma Mandarini, non ancora soddisfatto, ci regala anche un incredibile e "tirato" Blues, nel quale l'ironico, ma rispettoso, appassionato e partecipato amore per il grande vecchio Jazz degli anni "ruggenti", ci coinvolge fin dentro, nella "pancia", attraverso un magistrale utilizzo della strumento, che si fà struggente e si tinge di colori caldi, passionali, addirittura "neri". Si, dalle atmosfere "bianche", europee, intellettuali, dai colori elegantemente "freddi", alla passionalità carnosa, quasi "nera", nella quale pur non arrivando ai "rossi focosi" si scalda l'ambiente con gli "aranci" profumati della nostra mediterraneità. Grande la "complicità" dell'ensemble, formato appunto, da "all stars", che evidentemente hanno "sposato" in pieno le concezioni artistiche di Mandarini, favorendo una musicalità ricca di "coesione cromatica" che non fa altro che esaltare questo progetto di alta musica, che ci conferma quanto grande ed assoluto sia il livello del nostro miglior jazz nazionale.
Bruno Pollacci - "AnimaJazz" - Pisa