  Pochi giorni fa si è spento a Roma il grande trombettista, compositore e conduttore radiofonico Rai, Nunzio Rotondo, aveva 84 anni. Per anni ho condiviso con lui non solo la grande passione per il Jazz ma anche un'affettuosa amicizia ed a lui ho voluto dedicare un programma speciale, che andrà in onda DOMENICA 20 SETTEMBRE alle 21, su PUNTORADIO, anche in diretta web su www.puntoradio.fm. In estrema sintesi saranno trasmessi alcuni tra i suoi pezzi più significativi degli anni '50, '60, '70 ed '80, intervallati con interviste personali e testimonianze di Piero Angela, Franco D'Andrea e Romano Mussolini.
IL PROGRAMMA POTRA' ESSERE SCARICATO DA LUNEDI DA QUESTO SITO (Home Page MP3 Download area).
  Nunzio Rotondo si è imposto all'attenzione internazionale fin da quando partecipò, in rappresentanza dell'Italia, al "Festival del Jazz" di Parigi e con il suo concerto ottenne il trionfo tra gli applausi di un pubblico colto (e anche diffidente) che affollava la Salle Pleyel. Di lui scrisse, in termini entusiastici, anche il critico musicale del "Figaro" che definì Rotondo "la risposta europea al jazz di Miles Davis". In effetti Rotondo ha da sempre trovato in Davis un punto di riferimento e gli stimoli per rintracciare un proprio personale percorso. Percorso che lo ha portato in giro per il mondo accanto ai più importamnti solisti europei e statunitensi (citiamone due per tutti: Dizzy Gillespie , con lui nella foto in alto a destra, e Sonny Rollins, con lui nella foto centrale a destra). Anche il sommo Duke Ellington lo invitò a far parte della sua orchestra durante una tournée italiana. Rotondo ha inventato il jazz moderno, quello dei Gillespie, dei Davis, dei Konitz, Nunzio ha fatto studi regolari e si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia, naturalmente a pieni voti. Le sue trasmissioni radiofoniche, nelle quali alternava alla musica lunghi e intelligenti monologhi colloquiali con il suo pubblico, erano seguite (anni Ottanta) anche dal presidente “partigiano” Sandro Pertini (con lui nella foto centrale a sinistra) . Nacque un’amicizia epistolare, poi finalmente Nunzio conobbe di persona il grande vecchio. Quando raccontava di Pertini si commuoveva: “Ma sapete che significa sentirsi elogiati (non dico ammirati) da un uomo di quel calibro, di quella cultura? Pertini era un uomo cordiale, profondamente gentile, aggiornato su tutto. Tra i suoi hobby c’era anche il football (ricordate il suo entusiasmo durante i campionati del mondo?) e infine il jazz, che forse aveva ascoltato quando negli anni della Resistenza seguiva le trasmissioni di Radio Londra, il colonnello Stevens, il premier Winston Churchill e talvolta l’orchestra di Glenn Miller”.
  La storia di Nunzio Rotondo si può ridurre, mi si conceda il luogo comune, in una frase, la solita ma la più efficace: “una vita per il jazz”. In realtà è proprio Rotondo che ha dato un indirizzo a tutto il jazz italiano dagli anni Cinquanta in poi. Decine di solisti, non solamente trombettisti, hanno tratto insegnamento da lui, cercando di imitarlo nel fraseggio, nel suono, nello stile. Qualcuno c’è quasi riuscito e ha fatto strada. Ma nessuno raggiungerà la sua classe inimitabile, nessuno riuscirà mai a riproporre quella vena poetica e lirica che fanno dello “stile Nunzio Rotondo” qualcosa di unico e irripetibile. (Ritratto di Nunzio Rotondo scritto da Franco Mondini).
(Nunzio Rotondo nella foto in alto a sinistra - con Louis Armstrong nella foto in basso a sinistra e con i figlioletti nella foto in basso a destra)
Alcuni anni fà curai, per "R.A.I.-RADIO 3" un programma diviso in 6 puntate serali dedicato a lui ed alla sua importante vita di musicista Jazz e per anni ho mantenuto con lui un rapporto di grande e sincera amicizia che si concretizzava in telefonate lunghissime ed intense, nelle quali gli eventi quotidiani della vita si fondevano con le appassionate discussioni su tutto ciò che poteva riguardare il Jazz. L'ho sempre promosso nel mio programma "Animajazz" ricordando al pubblico quanto Nunzio fosse un vero ed illuminato precursore dei tempi, capace d'intuire sonorità e strutture musicali di alto valore creativo ed artistico, rappresentando un vero e proprio "faro" per intere generazioni di musicisti. Sicuramente porterò sempre nel cuore anche la sua grande umanità e la sua dolcezza. In Nunzio Rotondo alloggiava l'eleganza dell'anima, la sensibilità più pura, la più gentile poesia e il vero amore indissolubile per la musica Jazz.
Gli usignoli, nel quale cinguettìo Nunzio aveva spesso ravveduto la meraviglia e la magìa dell'improvvisazione Jazz, lo accompagneranno musicalmente in volo ed il loro ensemble farà da coro al suo ultimo assolo, che sarà, come sempre, "paradisiaco"...
Ti sorrido, ti abbraccio forte e ti applaudo nel tuo ultimo show, mio grande Nunzio.
Bruno Pollacci
"Animajazz" - Pisa
|